L’agriturismo italiano è cambiato profondamente negli ultimi vent’anni. Non è più il posto dove si mangia la polenta con il cinghiale stracotto in un ambiente rustico è un po’ spartano. L’agriturismo moderno — specialmente nelle zone più turistiche del Piemonte e della Lombardia, Langhe, Monferrato, Lago Maggiore, Franciacorta — è spesso un’esperienza gastronomica di alto livello, con una cucina curata, una selezione di vini del territorio, ambienti restaurati con gusto è una clientela disposta a spendere.
Per il gestore di un agriturismo, la sfida delle forniture alimentari è unica: la normativa prevede che si usino prevalentemente prodotti propri o del territorio, ma nella pratica quasi nessun agriturismo è completamente autosufficiente. La carne viene dall’allevamento di famiglia, le verdure dall’orto, i salumi dal laboratorio aziendale — ma il pane, la pasta, i latticini, l’olio, i condimenti arrivano dall’esterno. E devono arrivare da un fornitore che capisca le esigenze di un’attività stagionale, a volte isolata, con una cucina che lavora su prenotazione e non sa fino a giovedì quanti coperti farà sabato.
Le esigenze specifiche degli agriturismi
La stagionalità marcata
La maggior parte degli agriturismi lavora principalmente in primavera, estate e autunno. Il picco assoluto è durante la vendemmia e durante le fiere locali — in Piemonte la Fiera del Tartufo di Alba a ottobre porta centinaia di migliaia di visitatori che riempiono tutti gli agriturismi delle Langhe ogni weekend. In questo periodo la domanda di forniture esplode: ordini doppi o tripli rispetto alla media, disponibilità immediata, consegne frequenti.
I menu fissi e i prodotti di territorio
Gli agriturismi servono spesso menu fissi — antipasto, primo, secondo, dolce — con pochi piatti che cambiano secondo la stagione. Questo semplifica la gestione del magazzino ma richiede prodotti specifici e di qualità costante. La pasta per i tajarin deve essere sempre uguale. Il salume per il tagliere deve avere sempre lo stesso profilo aromatico. Il cliente che è venuto l’anno scorso e ha trovato un’esperienza meravigliosa torna — e si aspetta di trovare la stessa qualità.
Gli spazi ridotti e la logistica difficile
Molti agriturismi sono in collina o in montagna, con strade strette e accessi difficili. La cantina ha spazio limitato. Non c’è un magazzino professionale con celle frigo di grande dimensione. Il gestore non può fare ordini grandi e rari — deve fare ordini calibrati sulla reale capacità di stoccaggio e con una frequenza che garantisca freschezza senza creare sprechi.
I prodotti chiave per gli agriturismi
Pasta e cereali di qualità
La pasta è protagonista nella cucina degli agriturismi piemontesi e lombardi. Tajarin, maltagliati, pappardelle: sono formati che si abbinano ai sughi di cacciagione, ai funghi porcini, al ragù di carne. La Pasta di Gragnano IGP è la scelta per gli agriturismi che vogliono un prodotto certificato da comunicare agli ospiti come elemento di qualità.
Salumi per i taglieri
Il tagliere di salumi è il piatto più servito negli agriturismi piemontesi. Deve raccontare il territorio — prosciutto crudo, salame, lardo, coppa, bresaola. Levoni ha una gamma premium adatta agli agriturismi che vogliono posizionarsi su una fascia di qualità alta. Raspini con il suo Salame di Varzi DOP è perfetto per gli agriturismi dell’Oltrepò e del Monferrato che vogliono un prodotto con identità territoriale precisa. Oberto con il Salame Cotto è invece il prodotto più identitario per gli agriturismi piemontesi che fanno cucina tradizionale.
Formaggi e latticini
I formaggi sono protagonisti negli antipasti e nei dolci degli agriturismi. Biraghi con il Gran Biraghi piemontese e il Gorgonzola DOP è il fornitore naturale per gli agriturismi cuneesi e torinesi. IGOR Gorgonzola DOP è il riferimento per gli agriturismi del Novarese e del Verbano.
Conserve e condimenti
Gli agriturismi usano molto le conserve — funghi in olio, peperoncini, cipolline, sottaceti — negli antipasti. Un catalogo ampio di gastronomia professionale è essenziale per completare i taglieri e gli antipasti senza dover produrre tutto internamente.
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