carne italiana
Distribuzione

Carne italiana, la più buona!

Con ben 6 razze autoctone destinate alla produzione di carne, l’Italia è uno dei Paesi europei che si distingue per il manzo di alta qualità.

Un livello garantito dal know-how dei nostri allevatori, elevata tipicità di alcune produzioni del Centro Italia, specializzazione industriale, impiego di tecnologie avanzate nel trattamento dei tagli e, soprattutto, un efficace sistema di controlli e tracciabilità. Eppure nel 2017 abbiamo importato oltre 300 mila tonnellate di carne bovina, sia fresca che congelata.

Un flusso di prodotto in gran parte giustificato dalla ripresa dei consumi che si è manifestata l’anno scorso, dopo anni di stallo nella distribuzione dovuto alla crisi economica, e che mostra segnali di consolidamento nel 2018. Già nel primo trimestre di quest’anno, infatti, le famiglie italiane hanno acquistato il 2,5% in più di carne bovina, per una spesa superiore del 5%. Un trend positivo che riguarda anche altre tipologie di carni, come le suine e avicole.

Il prezzo dipende in genere dai costi gestionali dell’allevamento. I bovini italiani da carne sono di razze “tardive”, cioè sviluppano più lentamente di quelle allevate in altri Paesi europei. Per questo vengono macellate tra i 18 e i 22 mesi di età, mentre in altri paesi come europei i capi si macellano a 14-15 mesi, riducendo così una parte dei costi di allevamento. Non solo. I questi paesi si fa spesso ricorso a mangimi industriali, meno costosi di quelli italiani, composti invece da mais, favino e orzo autoprodotti da coltivazioni non intensive. Un’alimentazione che, tra l’altro, integra quella naturale allo stato brado.

fonte: sapere food