26

L’Etichetta

L’etichetta, oltre a rendere riconoscibile il prodotto, è anche il mezzo dello scambio di informazioni tra l’azienda che ha realizzato e commercializzato il prodotto con il consumatore.

Il consumatore può infatti confrontare le etichette di altri prodotti per informarsi sulle tutele salutari, o sul prezzo del prodotto, e, cosa importantissima, prendere in esame i termini di scadenza e conservazione. Il termine minimo di conservazione, o TMC (si tratta della scritta “da consumarsi preferibilmente entro”) rappresenta la data entro in cui l’alimento è in grado di conservare le sue specifiche proprietà fintanto che è stato conservato nelle giuste e adeguate condizioni. La data di scadenza (“da consumarsi entro”) è la data limite oltre la quale il prodotto è considerato a rischio.

info etichetta

Il 42% degli sprechi alimentari casalinghi è dovuto a cibi scaduti o andati a male, e molto viene sprecato perchè spesso non ci fidiamo a mangiare il prodotto quando è vicino alla data di scadenza (in realtà l’alimento fino a quella data è perfettamente commestibile).

Però la vera sicurezza alimentare risiede innanzitutto nella cultura del consumatore: in termini concreti, nella sua capacità di comprendere.

Perché se è vero, come abbiamo già accennato, che le scadenze alimentari sono stabilite dalle due diciture “scade il” e “da consumarsi preferibilmente entro” (e la prima stabilisce la data entro la quale bisogna mangiare l’alimento perché oltre diventa potenzialmente pericoloso), noi dobbiamo usare soprattutto i nostri sensi e, magari, un po’ di buon senso.

Pensiamo ad esempio a un prodotto non scaduto, che potrebbe avere avuto qualche problema, magari nella catena del freddo, e dunque potrebbe comunque essere rischioso per la nostra salute.

La seconda dicitura stabilisce la data entro la quale il prodotto conserva le sue caratteristiche organolettiche: per esempio un grissino potrebbe perdere fragranza.

Questo vuol dire che ci sono alimenti – come la pasta, alcuni prodotti da forno, i pomodori pelati – che possiamo mangiare ugualmente, anche se sono scaduti. Quindi, al di là delle pur giustissime norme in materia, dobbiamo reimparare a riconoscere gli eventuali segnali di pericolo, acquisendo il maggior numero di informazioni in materia alimentare.